Fantic Issimo: La Prova su Strada

Stabile, sicura e complessivamente confortevole. Forcella ammortizzata regolabile nel precarico con 80 mm di escursione e gomme FAT da 20″x4.0: la Issimo Fun affronta con notevole disinvoltura buche, rotaie, pavé e le altre asperità tipiche del manto stradale cittadino. Solo la sella è un po’ dura e, in assenza di un ammortizzatore posteriore, almeno sugli ostacoli secchi è consigliabile sollevarsi per evitare contraccolpi. Gli imponenti “gommoni” eliminano qualsiasi problema di aderenza e stabilità, anche in curva e sul bagnato: da questo punto di vista sembra davvero di guidare uno scooter. L’ampio manubrio da 78 cm, inoltre, è comodo e favorisce la manovrabilità, mentre i due dischi idraulici da 180 mm (uno per ruota) consentono una frenata più che adeguata al peso e alle prestazioni, con decelerazioni decise e, soprattutto, ben modulabili.

In marcia, l’ottimo Shimano epicicloidale a cinque rapporti (con il comando integrato nella manopola) contribuisce a compensare il peso. Rispetto ai cambi con deragliatore, questo è racchiuso nel mozzo e offre un triplice vantaggio: il meccanismo è sempre protetto da umidità, acqua e fango, la manutenzione si riduce, perché la catena lavora sempre in linea e quindi si usura meno e, soprattutto, si può cambiare anche da fermi, cosa molto comoda nelle ripartenze al semaforo. Nei primi metri e in salita, soprattutto se il vostro peso, come il mio, supera il quintale, diventa fondamentale “giocare” con le marce: al livello 1 si parte sempre in agilità e ci si arrampica senza alcun problema. Stessa cosa in movimento: non serve mettere la quinta, basta e avanza la quarta per raggiungere la velocità massima di 25 km/h (a circa 26 la spinta dell’elettrico si disattiva) e mantenerla costante. In ogni caso, prestate attenzione all’autonomia: a carica esaurita si riesce a procedere col rapporto più morbido senza sforzi sovrumani, ma alla lunga ci si affatica e la velocità di marcia si avvicina a quella di un pedone.

La Fantic dichiara un’autonomia compresa fra i 70 e i 120 km, valori che, è sempre utile ricordarlo, sono soggetti a numerose variabili: la pressione delle gomme, il peso del ciclista, le condizioni atmosferiche (a parità di percorrenze il freddo è penalizzante) e, ovviamente, il tipo di spinta che si imposta. Il motore elettrico Bafang M500, alimentato da una batteria da 630 Wh, ha una potenza di 250 W, una coppia massima di 80 Nm e si può impostare su 5 livelli. Durante il nostro test ride, siamo sempre andati quasi sempre al massimo, non avendo particolari esigenze di contenere i consumi: in questa modalità abbiamo percorso 63 km prima di esaurire la carica, godendo di una spinta adeguata e senza stancarci. Con un unico neo: il peso complessivo e (soprattutto) le gomme tassellate limitano la scorrevolezza della Issimo, con l’impossibilità di interrompere la pedalata se non per brevissimi tratti. Per chi punta tutto sull’autonomia, quindi, è meglio optare per la versione Urban, dotata, fra l’altro, di un comodo portapacchi con una capacità di carico pari a 25 kg: come si può notare nella foto qui sopra, i pneumatici della Urban hanno un battistrada molto più adatto all’asfalto. Il display multifunzione retroilluminato contiene tutte le informazioni utili (modalità di guida, autonomia, chilometri percorsi) e si può anche abbinare allo smartphone: peccato solo che lo spostamento fra i menù e la modifica delle impostazioni non siano così intuitivi e richiedano un minimo di apprendistato. Da tener presente, infine, l’assenza di un sistema di sgancio rapido per l’apertura-chiusura di ruote e sella: un deterrente in più per evitare furti indesiderati.

Se siete rimasti affascinati dalla Issimo, ma non volete pedalare, sappiate è in arrivo sul mercato anche una terza variante, la “S”, con tanto di acceleratore, cambio Cvt e freni Magura. Si tratterà, però, di un ciclomotore elettrico a tutti gli effetti, capace di raggiungere i 45 km/h: quindi, per circolare, saranno obbligatori casco e targa.

 

 

2021-03-16T10:15:21+00:00

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